
LETTERATURA
La scrittura come voce, memoria e scena
Scrivere, per Gianfranco “Onatzirò” Obinu, significa dare voce a ciò che resta sospeso: una memoria che ritorna, un dolore trattenuto, un gesto quotidiano che improvvisamente rivela una verità più profonda.
Le sue opere nascono al confine tra racconto, teatro e musica. Hanno il passo irregolare della memoria, il respiro della scena, il ritmo di una voce che non vuole soltanto narrare, ma farsi ascoltare. Nei suoi testi il comico può incrinarsi nel perturbante, l’ironia può aprirsi all’abisso, la storia individuale può diventare domanda collettiva.
Identità, radici, migrazione, violenza, appartenenza, assenza: ogni tema viene attraversato senza cercare scorciatoie consolatorie. La sua scrittura guarda l’uomo nel punto in cui è più esposto, quando deve fare i conti con ciò che ha perduto, con ciò che ha costruito e con ciò che ha scelto di non vedere.
RACCONTI e ROMANZI
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Una storia trova davvero la sua strada quando incontra chi sa riconoscerne la voce.
Se tra questi racconti, romanzi e copioni hai riconosciuto un testo da pubblicare, rappresentare o sviluppare, scrivimi. Che tu sia un editore, un regista, una compagnia teatrale o un professionista del mondo culturale, potremmo trasformarlo insieme in un nuovo progetto.












