Equilibrio instabile
08 SULLE LABBRA
Labbra dolci, labbra come miele,
labbra invadenti, labbra leggere.
Labbra che sanno parlare e tacere,
labbra complici e labbra sincere.
Lungo percorsi che non hanno fine.
Ho trovato una rosa, schivando le spine,
E un sorriso, il riposo, un anfratto sicuro,
poi sulle labbra la felicità
Labbra calde, labbra pietose,
labbra schiuse, amanti deluse.
Labbra indecise che inventano scuse,
labbra avide e labbra gelose
Ho viaggiato fino ai confini del mondo
inseguendo una luce, inseguendo il tramonto,
Quindi la pace, alla fine del viaggio,
poi sulle labbra la felicità
Labbra vive, labbra senza catene,
labbra indecenti, labbra serene.
Labbra che danno sollievo alle pene,
labbra sensuali e labbra divine
E vegliandoti ho visto forse un mondo migliore,
e nuovi modi per fare l’amore.
La quiete appagante dell’azzurro del cielo,
poi sulle labbra la felicità
Labbra rosse, labbra vibranti,
debiti estinti con labbra sonanti,
vendute ai saldi ad ignoti passanti,
spesso vicine, talvolta distanti,
labbra che sanno piegare i regnanti
che riempiono i libri ed intonano canti.
Poi sulle labbra la felicità
Poi sulle labbra la felicità
Ci sono elegie che cantano di donne, cavalieri, armi ed amori. E ce ne sono altre, più umili e forse più sincere, che si accontentano di celebrare una piccola parte del corpo, apparentemente marginale, ma da sempre in prima linea nel complicare, consolare, deviare e qualche volta salvare la nostra vita: le labbra.
Le labbra baciano, promettono, mentono, perdonano, vendono, pregano, seducono, comandano e tacciono. Sono il confine sottile tra il pensiero e il mondo, tra il desiderio e la sua confessione, tra la fame e la parola.
Sulle labbra è una bossa nova leggera e sorridente, una poesia minima dedicata a questa minuscola frontiera del corpo umano, capace di contenere il miele, la colpa, la pace, il peccato, la musica e, nei giorni migliori, persino la felicità.


