Equilibrio instabile

04 MINIMÀLIA

Minimàlia, l'essenziale della vita vera. Piccole cose di tutti i giorni, fiori di primavera.

Salta la rana, salta. Salta la rana, salta.

Sulla ninfea in fiore, di foglia in foglia, la rana salta.

Vola la mosca, vola. Vola la mosca, vola.

Dalla finestra aperta sul davanzale la mosca vola.

Corre il cavallo, corre. Corre il cavallo, corre.

Sui prati verdi corre, la mosca vola, la rana salta.

Minimàlia, l'essenziale della vita vera. Piccole cose di tutti i giorni, fiori di primavera.

Brilla una stella, brilla. Brilla una stella, brilla.

Nell'universo nero senza confini, una stella brilla.

Cade una goccia, cade. Cade una goccia, cade.

L'eco del suono spande nell'aria ferma, una goccia cade.

Trema la terra, trema. Trema la terra, trema.

Un carro armato avanza, la goccia cade, la stella brilla, il cavallo corre, la mosca vola, la rana salta, la terra trema.

Minimàlia, l'essenziale della vita vera. Piccole cose di tutti i giorni, fiori di primavera.

Canta la donna, canta. Canta la donna, canta.

Mentre ritorna a casa, con la sua spesa, la donna canta.

Sogna il fanciullo, sogna. Sogna il fanciullo, sogna.

Una lavagna fissa senza vederla, il fanciullo e sogna.

Piange il bambino, piange. Piange il bambino, piange.

Senti: spara il fucile, il bambino piange, il fanciullo sogna, la donna canta, la terra trema, la goccia cade, la stella brilla, il cavallo corre, la mosca vola, la rana salta.

Minimàlia, l'essenziale della vita vera. Piccole cose di tutti i giorni, fiori di primavera.

Minimàlia, l'essenziale della vita vera. Piccole cose di tutti i giorni, fiori di primavera.

Dopo la vertigine dell’Immenso, con Minimàlia lo sguardo torna a terra.

Non per rimpicciolirsi, ma per accorgersi che l’infinito non abita soltanto nello spazio profondo. Esiste anche nelle cose che quasi non chiedono attenzione, nei gesti che accadono senza clamore, nella materia viva e fragile di ogni giorno.

Minimàlia è una piccola cosmologia terrestre.

Una canzone costruita sull’apparente semplicità, dove l’innocenza della forma lascia filtrare, poco a poco, qualcosa di più oscuro. Perché il mondo non separa mai davvero la grazia dalla minaccia.

Tutto convive. Il minimo e il tragico. Il quotidiano e la Storia. La vita che insiste e ciò che tenta di spezzarla.

E forse l’essenziale è proprio questo: continuare a sentire il mondo anche quando il mondo trema.

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