Equilibrio instabile
11 IL SONDAGGIO
Favorevole o contrario
alle ferie in Val Camonica?
Suona meglio il clavicembalo
o la musica da camera?
Ha saputo? L’onorevole
forse soffre di vertigini!
Ci sa dire il suo parere:
meglio i nei o le lentiggini?
Favorevole o contrario
alle uscite di domenica?
Agli elenchi del telefono (a quei fogli di scontistica)
distribuiti ai pianerottoli?
Nell’insieme dei poligoni
dove colloca il triangolo?
Ha seguito quel dibattito
sopra il sesso degli angeli?
Favorevole o contrario
alle streghe nelle favole?
Cosa vede Lei di solito
fra le forme delle nuvole?
Della star il primogenito
sarà maschio oppure femmina?
Il quesito non è frivolo,
può raccogliere un suo pubblico.
Favorevole o contrario
ad indagini e statistiche?
Favorevole o contrario
ai confronti sulle virgole?
Il successo di un politico,
da opinioni in chiave algebrica,
dall’incrocio delle aliquote
il destino di ogni essere.
Una volta, per decidere, si consultavano gli dèi, gli astri, i sacerdoti, gli indovini, il volo degli uccelli o le viscere degli animali.
Oggi, più sobriamente, si consulta un campione della popolazione.
Il sondaggio è un Jive allegro e impertinente sulla grande liturgia contemporanea dell’opinione registrata. Favorevole o contrario? Meglio questo o quello? Cosa sente, cosa pensa, cosa vede fra le nuvole? Ogni domanda, anche la più insulsa, può diventare materia di analisi, dibattiti feroci, intenzione di voto.
E così, mentre tutto sembra partecipazione, ascolto, democrazia in tempo reale, qualcosa si rovescia: le decisioni non nascono più da una visione, da una strategia a medio-lungo termine, ma dall’incrocio delle aliquote; la complessità non viene compresa, viene campionata.
È il momento in cui il destino collettivo smette di chiedere pensiero e si affida a nuovi, moderni aruspici.


