Equilibrio instabile
08 IL PIRATA
Vestito demodé, ma che ci posso fare?
Non ho buon gusto o non seguo la moda?
O forse è solo voglia di farmi notare,
di stare sempre sotto i riflettori.
Il trucco lascia a volte un po’ a desiderare.
Il fondo è troppo bianco, non può andare bene,
ma mi risaltan gli occhi, e questo fa piacere,
Così profondi e scuri, come buchi neri!
Anche i capelli non son da buttare,
lunghi e ribelli da sembrare vivi,
donano luce e un tocco di mistero,
Che fa vibrare i cuori di chi sta vicino.
Fascino, sensualità indicibile,
avvolto da un’aurea irresistibile,
io piaccio, mi piaccio e so quanto piaccio.
Lo specchio mi guarda con avidità
Perché sono speciale, un tipo originale,
lo sguardo languido, da cucciolo in calore
e piaccio, mi piaccio e so quanto piaccio.
Le donne vedono solo le mie qualità.
Il sopracciglio arcuato regala un’aria austera
Un po’ da vecchio fauno e un po’ da professore
E le movenze, poi, aggiungono colore
Ma sono un personaggio o è ciò che devo fare?
Fascino, sensualità indicibile,
avvolto da un’aurea irresistibile,
io piaccio, mi piaccio e so quanto piaccio.
Lo specchio mi guarda con avidità
Perché sono speciale, un tipo originale,
lo sguardo languido, da cucciolo in calore
e piaccio, mi piaccio e so quanto piaccio.
Le donne vedono solo le mie qualità.
Fascino, sensualità indicibile,
avvolto da un’aurea irresistibile,
io piaccio, mi piaccio e so quanto piaccio.
Lo specchio mi guarda con avidità
Perché sono speciale, un tipo originale,
lo sguardo languido, da cucciolo in calore
e piaccio, mi piaccio e so quanto piaccio.
Le donne vedono solo le mie qualità.
e piaccio, mi piaccio e so quanto piaccio.
e piaccio, mi piaccio e so quanto piaccio.
e piaccio, mi piaccio
mi piaccio
mi piaccio!
Dopo la Fenice, arriva il Pirata.
Là dove lei è forza originaria, presenza assoluta, potere che non chiede permesso, lui sembra costruirsi pezzo dopo pezzo davanti allo specchio: l’abito, il trucco, i capelli, lo sguardo, il sopracciglio, la posa. Tutto è immagine, seduzione, teatro.
Eppure sarebbe troppo facile liquidarlo come un semplice vanitoso.
Il Pirata gioca con il narcisismo maschile, lo esaspera, lo rende brillante, ironico, quasi sfacciato. Ma dentro questo autoritratto compiaciuto si apre una crepa: “ma sono un personaggio o è ciò che devo fare?”. Ed è lì che il brano cambia prospettiva
In una canzone leggera solo in apparenza, il pirata diventa il simbolo di una mascolinità scenica, seduttiva, fragile e irresistibilmente consapevole del proprio gioco.
Così lui resta lì, davanti allo specchio, a godersi l’applauso del suo riflesso. Ma per un istante, tra una posa e l’altra, sembra quasi chiedersi chi dei due sia la maschera e chi l’uomo, chi la copia trasfigurata dal trucco e chi l’originale.


