Equilibrio instabile
04 IL CIRCO
Il circo è arrivato in città, con l’uomo forzuto e la donna cannone,
sfilando festante tra mille persone, desiderose di felicità!
C’è già il sindaco, il prete, la mamma e il bambino
desiderosi di felicità!
Il notaio, l’idraulico, e pure il becchino,
desiderosi di felicità!
Ha raggiunto la periferia,
sistemato con calma il suo baraccone,
nutrito la zebra, la scimmia e il leone
pronti a cacciare la malinconia.
C’è già il sindaco, il prete, la mamma e il bambino
desiderosi di felicità!
Il notaio, l’idraulico e pure il becchino,
desiderosi di felicità!
Pare serva alla comunità
perché è un periodo di gran depressione,
niente salario, nessuna pensione
un’esplosione di precarietà.
C’è già il sindaco, il prete, la mamma e il bambino
desiderosi di felicità!
Il notaio, l’idraulico e pure il becchino,
desiderosi di felicità!
La rabbia cresceva via via,
la giunta temeva la rivoluzione,
la piazza munita di torcia e forcone,
nervosa perfino la polizia!
E mentre il trapezista vola alto non ce n’è uno che pensa più.
Fra le nuvole di zucchero filato, con tutti i nasi volti all’in su,
ad ammirare, quelle evoluzioni di patetici piccoli eroi
oramai dimentichi di preoccupazioni
di miserie, affanni e guai….
C’è già il sindaco, il prete, la mamma e il bambino
desiderosi di felicità!
Il notaio, l’idraulico e pure il becchino,
desiderosi di felicità!
C’è già il sindaco, il prete, la mamma e il bambino
desiderosi di felicità!
(Il notaio, l’idraulico e pure il becchino,
desiderosi di felicità!)
Il circo è una favola per adulti raccontata come se fosse una storia per bambini. Parla dell'antico bisogno umano di essere distratti dalle proprie paure e della facilità con cui la meraviglia può trasformarsi in anestesia. Perché esistono spettacoli che aiutano a sopportare la realtà e spettacoli che finiscono per sostituirla.
E quando tutti gli occhi sono rivolti verso l'alto, a osservare le evoluzioni degli artisti sospesi nel vuoto, può accadere che nessuno si accorga più di ciò che sta succedendo a terra.


