Equilibrio instabile

10 IL CAMALEONTE

Non capisco come fai,

ma dura ormai da tempo

la faida senza età

fra ragione e sentimento

E cambiarti non vorrei,

ma io in questo momento

e ho un fuoco che mi fa

andare in confusione

Così l’insofferenza mi fa sua

e perdo l’equilibrio e l’armonia

Un camaleonte è ciò che sei.

Muti colore e muti idea

ma resti sempre uguale a te.

Se ti cerco tu ci sei

per questo non ho scampo

e resto qui a metà

fra ragione e sentimento

Così non passa questo oscuro male

che fa sembrare insipido anche il sale

Un camaleonte è ciò che sei.

Muti colore e muti idea

ma resti sempre uguale a te

Cangiante e uguale!

Noi ci trasformiamo insieme poi,

sempre diversi sempre noi.

Indivisibili se lo vuoi!

Sì, ci son lacune sai

in ciò che sento dentro

ma metto l’onestà

fra ragione e sentimento

E tu, volubile semmai,

non devi amarmi contro!

Perché io sono qua

a tua disposizione

Così è un’insanabile follia

Odiarti ma volerti ancora mia!

Un camaleonte è ciò che sei

Muti colore e muti idea

Ma resti sempre uguale a te

Cangiante e uguale!

Amare una persona coerente è già abbastanza difficile.

Amarne una che cambia colore, idea, temperatura e direzione, restando però misteriosamente identica a sé stessa, richiede invece una certa vocazione al rischio.

O alla follia.

Il camaleonte è una canzone sulla forma più esasperante del desiderio: quella che non riesce a scegliere tra insofferenza e attrazione, tra resa e resistenza, tra il bisogno di capire e la tentazione di lasciarsi confondere.

Perché esistono amori che non si risolvono, non si educano, non si portano alla ragione. Cambiano luce, cambiano pelle, cambiano umore.

E proprio per questo restano lì.

Cangianti e uguali.

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