Equilibrio instabile
01 EQUILIBRIO INSTABILE
Ho cominciato a scrivere canzoni
Per mettere un po' d'ordine ai pensieri,
Per restituire voce alle emozioni
E far gridare forte i desideri.
E come la tovaglia quando è sporca
La sbatti, e poi le briciole van giù,
lo cambio la via dritta con la storta
E smetto la cravatta in seta blu.
Ora procedo in equilibrio instabile e non capisco come resto su.
Ma una risata forte o solo un gemito sarebbe l'onda che mi butta giù.
Finora ho sempre preso tutti i treni,
E non mi son recato mai in stazione.
Sarà l'abilità, saranno i geni
O è solo la fortuna del coglione.
E come quando senti una sirena
E non capisci mai da dove arrivi
Cosi mi pugnalava nella schiena
Chi avevo giudicato ad occhi chiusi.
Ora procedo in equilibrio instabile e non capisco come resto su.
Ma una risata forte o solo un gemito sarebbe l'onda che mi butta giù.
Ho vinto il primo premio in lotteria
Con un biglietto che non ho comprato
E aspetto arrivi qui la polizia
A dirmi che il concorso era truccato.
E come un giro a scopa da un amico,
Che litighi ma poi ci bevi insieme
Mi pento sempre di quello che dico
Ma mi perdona chi mi vuole bene.
Ora procedo in equilibrio instabile e non capisco come resto su.
Ma una risata forte o solo un gemito sarebbe l'onda che mi butta giù.
Ho continuato a scrivere canzoni
Per non dimenticare più chi ero,
Per coltivare ancora le illusioni
Equilibrando il bianco con il nero.
E come il tuo cuscino tra le dita
Lo spremi finché non si gonfia un po',
lo spremo ogni mattina la mia vita
Perché continui a darmi quel che può.
Ora procedo in equilibrio instabile e non capisco come resto su.
Ma una risata forte o solo un gemito sarebbe l'onda che mi butta giù.
C'è un momento della vita in cui smetti di chiederti “Come ho fatto ad arrivare sino a qui?” e inizi a chiederti “Come diavolo è possibile che sia ancora in piedi?”
Ti guardi indietro e scopri di essere arrivato fin lì senza sapere davvero come. Alcuni treni li hai presi al volo, altri sembrano essersi fermati apposta ad aspettarti.
Hai incontrato persone che credevi amiche e si sono rivelate estranee, e persone che sembravano di passaggio e sono rimaste. Hai sbagliato più volte di quante tu sia disposto ad ammettere e, nonostante tutto, qualcuno ha continuato a volerti bene.
Allora ti accorgi che la tua esistenza assomiglia più a una fune tesa nel vuoto che a una lunga strada dritta. E tu sei sempre lì, che ondeggi in equilibrio instabile, ma non sei ancora caduto. Forse perché la vita, ogni tanto, decide di concedere una tregua ai suoi equilibristi.
Equilibrio instabile, il brano che dà il titolo alla raccolta e ne traccia il percorso, è il racconto di quella traversata. Di chi continua a camminare senza avere certezze, portandosi dietro illusioni, errori, gratitudine e desideri. Di chi ogni mattina strizza la propria vita come si strizza un cuscino, cercando di ridagli una forma, un po’ di respiro, e sperando che abbia ancora qualcosa da offrire.
E, contro ogni previsione, continua a restare in piedi


